Il 2 giugno 2026, l'Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) ha aggiornato il Registro delle Intenzioni di Restrizione, confermando che la proposta di restrizione sulle sostanze per- e polifluoroalchiliche (PFAS) rimane in fase di sviluppo del parere all'interno del processo di restrizione REACH. La proposta, presentata congiuntamente dalle autorità di Germania, Danimarca, Paesi Bassi, Norvegia e Svezia, mira a limitare la fabbricazione, l'immissione sul mercato e l'uso delle PFAS in tutta l'Unione Europea. L'iniziativa di restrizione si basa sulla preoccupazione che le PFAS siano sostanze chimiche altamente persistenti che si accumulano nell'ambiente e possono contaminare acque superficiali, acque sotterranee, acqua potabile e suolo. I presentatori del dossier hanno osservato che l'inquinamento da PFAS è difficile e costoso da bonificare e che alcune PFAS hanno dimostrato proprietà tossiche e bioaccumulabili, ponendo rischi sia per la salute umana che per l'ambiente. La proposta mira a prevenire ulteriori rilasci ambientali e a ridurre l'esposizione a lungo termine a queste sostanze. Il dossier di restrizione è attualmente in fase di valutazione da parte del Comitato per la Valutazione dei Rischi (RAC) e del Comitato per l'Analisi Socioeconomica (SEAC) di ECHA nell'ambito della procedura di restrizione REACH. L'ultimo aggiornamento riflette la valutazione scientifica e socioeconomica in corso di una delle più ampie proposte di restrizione chimica mai considerate nell'ambito della legislazione UE sulle sostanze chimiche.

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