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La Polonia ha adottato nuove normative sulla qualità dell'acqua destinata al consumo umano, implementando i requisiti della Direttiva (UE) 2020/2184 attraverso modifiche alla legislazione nazionale sull'approvvigionamento idrico e un nuovo regolamento del Ministro della Salute. Il quadro aggiornato introduce un approccio completo basato sul rischio che copre l'intera catena di approvvigionamento idrico, dalle fonti d'acqua e dagli impianti di trattamento alle reti di distribuzione e ai rubinetti dei consumatori.
I regolamenti ampliano i requisiti di monitoraggio dell'acqua potabile introducendo nuovi parametri, tra cui Bisfenolo A (massimo 2,5 µg/L), PFAS totali, uranio, acidi aloacetici (HAAs) e Microcistina-LR, insieme a parametri aggiuntivi di monitoraggio operativo come la torbidità e i colifagi somatici. I test per gli HAAs e la Microcistina-LR sono richiesti laddove esistano condizioni di rischio specifiche, come processi di clorazione o rischi di fioritura cianobatterica.
Misure aggiuntive includono requisiti più severi per i materiali e le sostanze chimiche utilizzate nel trattamento dell'acqua, standard di accreditamento dei laboratori migliorati, una supervisione sanitaria rafforzata e regole di deroga riviste che limitano le esenzioni dagli standard di qualità dell'acqua a un massimo di due approvazioni. La legislazione impone anche valutazioni del rischio dei sistemi idrici interni in strutture prioritarie, inclusi ospedali, case di cura, hotel, scuole ed edifici pubblici, con requisiti di monitoraggio specifici per i rischi di esposizione a Legionella e piombo.