Norme UE sul greenwashing: cosa sta cambiando?
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La crescente sfida del greenwashing

Poiché la sostenibilità sta diventando un fattore chiave di acquisto per i consumatori, le aziende evidenziano sempre più spesso le proprie credenziali ambientali. Tuttavia, questa tendenza ha anche portato a un aumento del greenwashing, in cui le aziende fanno dichiarazioni ambientali e dichiarazioni di sostenibilità fuorvianti, esagerate o prive di fondamento. Queste pratiche espongono le aziende a crescenti rischi normativi nell'ambito delle normative UE in evoluzione contro il greenwashing. Secondo il rapporto di inventario e valutazione dell'affidabilità delle dichiarazioni ambientali nell'UE della Commissione Europea, più della metà delle dichiarazioni ecologiche valutate erano vaghe, fuorvianti o prive di prove sufficienti, rendendo difficile per i consumatori distinguere gli sforzi di sostenibilità autentici dalle tattiche di marketing.

Perché l'UE sta adottando misure contro il greenwashing?

L'Unione Europea sta rafforzando le sue normative contro il greenwashing per proteggere i consumatori e promuovere una leale concorrenza. Il greenwashing non solo mina la fiducia dei consumatori, ma svantaggia anche le organizzazioni che investono in iniziative di sostenibilità legittime. Quando le dichiarazioni ambientali non possono essere verificate, i consumatori possono prendere decisioni di acquisto basate su informazioni imprecise. Riconoscendo questa sfida, la Unione Europea ha rafforzato il suo quadro di protezione dei consumatori per migliorare la trasparenza e garantire che le dichiarazioni di sostenibilità siano credibili, comparabili e affidabili. Nel complesso, la ricerca citata dalla Commissione Europea rivela un panorama preoccupante in cui:

  • Il 53% delle dichiarazioni ecologiche fornisce informazioni vaghe, fuorvianti o infondate.
  • Il 40% delle dichiarazioni non presenta alcuna prova a supporto.
  • Esistono oltre 230 etichette di sostenibilità diverse nell'UE, spesso con livelli di trasparenza notevolmente differenti, che portano a "stanchezza da etichetta" e confusione

L'obiettivo di queste norme UE contro il greenwashing è creare condizioni di parità in cui le aziende realmente sostenibili possano competere equamente e i consumatori possano prendere decisioni informate che contribuiscono a un'economia circolare.

Il principale aggiornamento normativo del 2026

Una pietra miliare importante è l'attuazione della direttiva sulla responsabilizzazione dei consumatori per la transizione verde (direttiva (UE) 2024/825). Gli Member States dell'UE erano tenuti a recepire la direttiva nel diritto nazionale entro marzo 2026, con le nuove normative contro il greenwashing che entreranno in vigore dal 27 settembre 2026. Queste norme sono progettate per combattere le dichiarazioni di marketing ambientale fuorvianti e dare ai consumatori maggiore fiducia nelle informazioni relative alla sostenibilità.

In che cosa differisce dalle norme esistenti sulle dichiarazioni ecologiche?

A differenza delle tradizionali normative sulle dichiarazioni ecologiche, che generalmente vietano la pubblicità ambientale fuorviante dopo che è stata contestata, il quadro UE del 2026 adotta un approccio più proattivo. Prende specificamente di mira i termini ambientali generici, le dichiarazioni di neutralità climatica basate esclusivamente sulla compensazione delle carbon and le attività di etichettatura ambientale e le etichette di sostenibilità autoprodotte che possono fuorviare i consumatori. Le norme forniscono anche maggiore chiarezza su ciò che costituisce una prova accettabile, riducendo l'ambiguità sia per le aziende che per le autorità di regolamentazione. Di conseguenza, le aziende devono comprovare le dichiarazioni di marketing ambientale prima di comunicarle ai consumatori. Ciò innalza significativamente lo standard per la comprova delle dichiarazioni di prodotto e la conformità alla sostenibilità in tutto il mercato europeo.

Cosa cambierà per le aziende?

Da settembre 2026, le organizzazioni dovranno affrontare requisiti più rigorosi quando rilasciano dichiarazioni ambientali. Affermazioni generiche come "ecologico", "verde" o "corretto dal punto di vista ambientale" saranno vietate quando non sarà possibile dimostrare prestazioni ambientali eccellenti riconosciute. Le norme vietano inoltre le dichiarazioni di neutralità climatica a livello di prodotto basate esclusivamente su compensazioni di carbonio e limitano l'uso di etichette di sostenibilità autoprodotte prive di certificazione indipendente.

Inoltre, le aziende devono garantire che la messaggistica relativa alla sostenibilità sia chiara, accurata e in grado di resistere al controllo normativo. Le dichiarazioni di marketing ambientale che esagerano i benefici ambientali o implicano prestazioni di sostenibilità più ampie di quelle dimostrabili possono essere considerate fuorvianti.

Per le aziende cosmetiche, questi requisiti rafforzano anche l'importanza della conformità normativa cosmetica e di una solida comprova delle dichiarazioni di prodotto per garantire che le dichiarazioni di marketing siano in linea con le normative applicabili.

Lo stato della direttiva UE sulle dichiarazioni ecologiche

Sebbene la proposta di direttiva UE sulle dichiarazioni ecologiche, che mirava a introdurre requisiti più dettagliati di comprova e verifica per le dichiarazioni ecologiche, sia stata ritirata nel 2025, la più ampia agenda anti-greenwashing dell'UE rimane saldamente in vigore. La direttiva sulla responsabilizzazione dei consumatori per la transizione verde continua a fornire un solido quadro normativo contro il greenwashing e sarà il principale motore dei requisiti di conformità a partire da settembre 2026.

Cosa dovrebbero fare ora le aziende

Con l'avvicinarsi della scadenza, le aziende che operano nell'UE dovrebbero riesaminare in modo proattivo le etichette dei prodotti, le dichiarazioni ecologiche, i materiali pubblicitari, i rapporti sulla sostenibilità, le informative sulla conformità ESG e le comunicazioni digitali. Garantire che le dichiarazioni ambientali siano basate su prove e trasparenti non solo supporterà la conformità normativa, ma rafforzerà anche la fiducia dei consumatori e la credibilità del marchio. In un mercato sempre più attento alla sostenibilità, l'autenticità sta diventando un vantaggio competitivo piuttosto che un semplice requisito di conformità.

Poiché il controllo sulle dichiarazioni ambientali continua ad aumentare, le aziende devono garantire che la loro comunicazione sulla sostenibilità sia accurata, trasparente e supportata da prove.

Freyr può aiutare le organizzazioni a orientarsi tra i requisiti UE in evoluzione contro il greenwashing, supportando la revisione delle dichiarazioni, le valutazioni di conformità e il monitoraggio normativo, consentendo comunicazioni di sostenibilità sicure e credibili.

Con l'esperienza normativa di Freyr, le aziende possono comunicare con sicurezza le proprie iniziative di sostenibilità allineandosi alle normative UE in evoluzione contro il greenwashing e mantenendo la fiducia dei consumatori.

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